Stampa

14 gennaio 2019

Oggetti connessi e dati nella pubblicità

di Letizia Cilente, Communication Manager - Retelit

La trasformazione digitale quest'anno segnerà un nuovo punto di svolta: il numero di oggetti connessi - 8,38 miliardi - supererà quello degli essere umani - 7,5 miliardi. Un dato impressionante destinato ad aumentare, se consideriamo che il numero di dispositivi connessi continuerà a crescere.

Gli oggetti connessi generano ogni giorno 2,5 trilioni di byte, informazioni e dati da identificare e analizzare per poter poi essere applicati ai business delle aziende. Secondo Francesca Puggioni, Managing Director Southern Europe di Orange Business Services, quasi il 60% delle aziende in tutto il mondo ha già pianificato di investire nella loro gestione. Pensiamo al mondo dell'advertising: analizzare con attenzione i dati vuol dire riuscire a proporre pubblicità mirata, non è un caso che i fautori delle sperimentazioni sull'Intelligenza Artificiale siano proprio Facebook e Google. 

L'obiettivo è rendere sempre più personalizzate le campagne pubblicitarie sfruttando i dati provenienti dalle interazioni degli utenti, la profilazione non sarà l'unico vantaggio, la pubblicità si adatterà ai consumi e alle abitudini dei clienti in tempo reale perchè, con strumenti di Intelligenza Artificiale, potranno essere registrati i cambiamenti di gusti e comportamenti.

Tra gli oggetti più comuni utilizzati nel marketing e nel mondo dell'advertising ci sono i Virtual Assistant e i Chatbot, software, con capacità di apprendimento automatico, che forniscono servizi e rilasciano risposte in linguaggio naturale scritto o parlato. Tutte le richieste, per esempio, fatte attraverso Google Home sono sfruttate per aumentare le possibilità di business di Mister G.

In Cina l'AI è arrivata anche all'interno di un notiziario: un finto giornalista frutto di un rendering perfetto ha letto il telegiornale in tv al posto di una persona, un vero e proprio presentatore virtuale, in grado di ripetere all'infinito le notizie, sempre in maniera perfetta e impeccabile.

Si parlerà sempre di più di Data Driven Communication: la creatività sarà trainata dai dati e ogni contenuto pubblicitario sarà frutto di un'analisi "intelligente". Juniper ha stimato che entro il 2022 il 75% della pubblicità digitale utilizzerà l'AI, si arriverà a contenuti profilati "uno a uno" con declinazioni differenti per i diversi utenti, non si tratterà di una puntata di Black Mirror ma della realtà! Nel 2022 la spesa in pubblicità digitale supererà i 400 miliardi di dollari.

Lexus ha sperimentato l'Intelligenza Artificiale in uno dei suoi ultimi spot pubblicitari "Driven by Intuition" diretto da Kevin Macdonald. Sfruttando il sistema Watson prodotto da IBM, sono stati analizzati un vasto numero di dati audio, di testi e video per arrivare poi a catturare quelli adatti alla creazione di un plt capace di coinvolgere i telespettatori. Solo alla fine di questo processo Macdonald ha portato a termine la sceneggiatura. Il sistema di AI alla base ha analizzato quasi 20 anni di pubblicità, monitorando location, immagini, oggetti e anche il fattore emotivo.




Condividi