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Retelit partecipa alla IV edizione di Wired Health e fa il punto sulle infrastrutture digitali da potenziare per la medicina del futuro

18 marzo 2021Comunicati stampa
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Retelit torna, per il terzo anno consecutivo, sul palco virtuale di Wired Health, l'evento dedicato alle innovazioni nel mondo della salute e dei trend all'intersezione tra medicina, tecnologie digitali e nuovi stili di vita, con un ricco programma di due giorni incentrato quest’anno sul concetto di Proximity, intesa sia come vicinanza al paziente che come sempre maggiore integrazione tra le diverse discipline che concorrono a definire l’ecosistema della salute.

Al centro dell’intervento di Federico Protto, Amministratore Delegato di Retelit, l’importanza dello sviluppo delle infrastrutture e delle piattaforme ICT per abilitare una sempre più compiuta e omogenea trasformazione digitale del sistema sanitario italiano e favorire il passaggio verso modelli di prevenzione e cura data-driven.

Nel sistema sanitario italiano è in atto una grande sfida di sostenibilità: la popolazione anziana cresce, aumentano i bisogni e la domanda di cura, soprattutto quella cronica, e le risorse sono sempre più limitate. In questo quadro, la digitalizzazione rappresenta uno dei maggiori driver di innovazione e sostenibilità. Per questo occorre innanzitutto aumentare gli investimenti e accelerare il completamento dell'infrastruttura in rete in fibra ottica, ad alta capacità e velocità, in particolare per la copertura delle cosiddette aree bianche e grigie. Urgente quindi procedere ad una razionalizzazione dei datacenter, per migliorare la sicurezza e permettere una più efficace ed efficiente condivisione dei dati”.

Intervistato dal Direttore di Wired Federico Ferrazza, Protto ha quindi ricordato l’importanza di lavorare sulla creazione di codifiche a livello nazionale per alimentare le infrastrutture in modo coerente e dell’urgenza di elaborare un framework di riferimento, sicuro, affinché il patrimonio informativo nazionale possa generare valore per tutti i soggetti: i cittadini, i professionisti sanitari, il mondo della ricerca e il governo.

"Occorre un cambio di passo nella realizzazione di piattaforme evolute oltre che nella disponibilità degli stakeholder di mettere a fattore comune e standardizzare le modalità di raccolta e gestione dei dati. La condivisione di un’infrastruttura tecnologica per progetti specifici in un ambiente sicuro e dedicato consentirebbe di interpolare una quantità maggiore di informazioni, aumentando quindi la rilevanza dei risultati raggiungibili. Non va dimenticato che siamo in una fase di evoluzione della medicina che, anche grazie ai dati disponibili, potrà rispondere al meglio alle esigenze dei pazienti permettendo ai medici di prendere le decisioni unendo le proprie competenze al patrimonio informativo reso disponibile dai Big Data".

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