Sovranità digitale: infrastrutture, controllo e resilienza al centro del dibattito a Montecitorio
La sovranità digitale è oggi uno dei temi più rilevanti nel dibattito europeo su competitività, sicurezza e resilienza. Un ambito che va oltre la protezione del dato e chiama in causa il controllo delle infrastrutture su cui si fonda l’economia digitale.
È questo il punto di vista portato da Retelit all’evento “Sovranità digitale: Italia ed Europa a prova di futuro” ospitato ieri a Palazzo Montecitorio, attraverso l’intervento di Paolo Zani – Innovation Hub Director Retelit, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di considerare la filiera tecnologica nel suo insieme.
Nel corso della tavola rotonda “Sovranità digitale tra innovazione e regole: le scelte chiave per Italia ed Europa” è emersa con chiarezza una distinzione tra sovranità del dato e sovranità infrastrutturale. Se la prima riguarda la proprietà delle informazioni e il controllo su chi può accedervi, dove sono conservate e come vengono utilizzate, la seconda è legata alla capacità di governare le infrastrutture, data center, cloud e reti, che rendono possibile l’esistenza stessa dei servizi digitali.
Una distinzione che assume un significato ancora più rilevante alla luce dell’evoluzione in atto nel settore ICT. Dopo l’affermazione del cloud, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e la diffusione di applicazioni sempre più data intensive stanno favorendo modelli infrastrutturali distribuiti, nei quali dati e capacità di elaborazione si avvicinano ai luoghi in cui vengono generati. Un cambiamento che incide profondamente su architetture, reti e modelli operativi.
In questo contesto, la sovranità digitale non è un principio astratto, ma una scelta infrastrutturale concreta, che si traduce nella capacità di progettare e governare ecosistemi tecnologici affidabili e sotto controllo. Solo infrastrutture resilienti, gestite in modo consapevole e localizzate strategicamente possono garantire continuità operativa e autonomia tecnologica nel lungo periodo.
Un tema particolarmente rilevante affrontato durante il dibattito è quello dei cosiddetti “killer switch”: punti di controllo esterni che, in determinate condizioni, possono interrompere o limitare l’operatività di servizi digitali critici. Comprendere chi detiene questo controllo e dove esso sia collocato geograficamente diventa un fattore strategico, soprattutto quando parti rilevanti dell’infrastruttura risiedono al di fuori dei confini europei.
Per Retelit, e più in generale per l’ecosistema industriale europeo, la sovranità digitale non può essere affrontata come una sfida individuale ma richiede una visione condivisa, capace di coinvolgere imprese, istituzioni e operatori infrastrutturali, per rafforzare autonomia, resilienza e competitività in un contesto tecnologico in continua evoluzione.