Stampa

26 novembre 2018

Fashion goes digital: l'ICT che supporta la moda

di Letizia Cilente, Communication Manager - Retelit

Le tecnologie digitali cloud si fondono con quelle di sviluppo delle applicazioni, l'infrastruttura alla base richiesta è sempre più solida e la scelta dei servizi include soluzioni ICT di alto livello per garantire performance sempre più elevate non solo per gli store online ma anche per quelli fisici, stiamo parlando di come le aziende del settore moda stanno affrontando o dovrebbero affrontare la Digital Transformation.

Il Vice President Innovation di Oracle lo ha dichiarato in maniera molto diretta: "Le aziende che hanno già adottato soluzioni digitali raggiungono una profittabilità superiore del 26% rispetto alle altre aziende, il digitale è ormai il prodotto". Non stiamo più parlando solo di soluzioni in cloud, di applicazioni, di mobile e di social, tutte piattaforme diventate ormai pervasive, il futuro guarda all'IoT, all'AI, al machine learning e alla realtà aumentata. In questo contesto il settore fashion, da sempre in continua evoluzione, deve adottare soluzioni ICT che vadano a migliorare l'esperienza di consumo per aumentare le vendite cross-channel sfruttando un'infrastruttura sicura, always on e performante

Partiamo dallo store fisico, la boutique diventa digital e il retail si fa smart. Non pensate che la digital transformation riguardi solo le piattaforme web! La multicanalità e l'"hybrid" coinvolgono anche gli store fisici. La cosa è stata interpretata molto bene da Pinko che, già nel 2013, ha presentato il suo primo Hybrid Shop rivoluzionando il concetto di negozio tradizionale. Il fondatore del brand in quell'occasione ha dichiarato: "I negozi non devono essere completi ma attrattivi, non c'è più bisogno di avere tutto l'assortimento quanto invece di "ibridizzare" e contaminare lo store fisico con quello virtuale", in questo modo le clienti Pinko potevano acquistare in negozio ciò che era disponibile solo online, dilatando il loro "portafoglio" stimolato da outfit non presenti fisicamente in loco e "confezionati" ad hoc da touchscreen e schermi interattivi. Il mobile e i social hanno definitivamente modificato l'esperienza di acquisto dei consumatori, non solo online ma anche offline. Se è vero che basta solo un click su Instagram per completare un acquisto è altrettanto vero che lo shop fisico per "stare al passo" deve completamente rivoluzionarsi aprendosi a nuove opportunità retail. All'interno dello store tutti i consumatori devono poter interagire dal loro cellulare con i dispositivi presenti nello shop destinati a migliorare l'esperienza di acquisto. Meccanismi, tecnologia e piattaforme che da un lato migliorano e facilitano il lavoro della forza vendita e dall'altro permettono di destinare annunci personalizzati e profilati agli utenti. Anche il camerino diventa multimediale con una rilevazione dei capi muniti di tag consentendo al brand di fare statistiche e raccogliere feedback. Più recente è il caso dello store Zara a Milano che è anche il punto di ritiro degli acquisti online senza l'intervento dei commessi e in cui gli specchi, sfruttando applicazioni digitali, sono in grado di identificare l'abito che stiamo provando e suggerire abbinamenti possibili. 

Che si tratti di flagship già attivi sul territorio ma anche di popup shop e temporary, tutti gli store devono poter essere attivati in maniera facile e veloce. Di semplice gestione, infatti, deve essere l'accensione di un temporary store per particolari attività o eventi (fashion week, design week, lanci commerciali...). Un brand deve essere in grado in totale autonomia di gestire la propria rete integrando velocemente il nuovo shop, in cui deve necessariamente trovare disponibili non solo i cataloghi ma anche tutte le applicazioni in uso. Alla base della soluzione che permette di integrare in maniera naturale e coerente la nuova rete ci sono i servizi SD-WAN, in grado di gestire in maniera intelligente e agile i network.

Le fashion addicted lo hanno sperimentato soprattutto durante le ultime fashion week, lo "stream now, buy now", la possibilità di acquistare in real time i capi visti in passerella, azzerando del tutto il time to market, sempre più all'insegna dell'immediatezza. Questo significa principalmente due cose: organizzazione e monitoraggio. L'inventory deve essere sempre visibile e aggiornato a tutta l'azienda e sia offline che online e il monitoraggio delle applicazioni (APM) deve essere preciso e affidabile per migliorare la customer experience e facilitare il lavoro della forza vendita. Si tratta ovviamente di Hybrid Shopping: catalogo online e catalogo instore devono comunicare gestendo lo ship from store e il click and collect, il consumatore è al centro di una multicanalità che va incontro e intercetta le sue abitudini ormai totalmente smart.

Ogni strategia che si rispetti deve salvaguardare rete e pagamenti. Garantire la sicurezza non riguarda solo gestire i pagamenti in modo che non si abbiano furti o danni ai dati e ai soldi del consumatore, vuole dire anche salvaguardare la sicurezza informatica del brand e fisica del suo network. L'infrastruttura aziendale deve essere continuamente monitorata per poter prevenire eventuali attacchi che possano compromettere l'intero sistema IT. 

Una strategia di successo che traghetti un brand moda a uno stato realmente digitale deve comprendere molte variabili, noi le abbiamo riassunte in un'offerta che include tutti i servizi per il fashion di Retelit pensati ad hoc per le aziende moda. 


Condividi