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Social life, la "vita reale in diretta" grazie alle Instagram stories

di Letizia Cilente, Communication Manager - Retelit
10 settembre 2018Blog
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L'arrivo delle Instagram stories ha forse in parte cambiato il modo di vivere e condividere la propria vita sui social: se nel feed a essere mostrate sono sempre le proprie foto migliori, quelle patinate, perfette e post-prodotte con filtri e lavorate con preset, a essere preferite nelle stories sono invece le immagini che mostrano una vita più "normale", o meglio, con meno filtri, ma sicuramente più reali.

L’espressione "il medium è il messaggio" è una delle più grandi eredità che proviene da Marshall McLuhan, una delle menti più brillanti del XX secolo. Sostanzialmente lo studioso sosteneva che si può capire e trarre molto di più dagli effetti di un nuovo medium sulle persone che non dai messaggi che vengono veicolati attraverso lo stesso. I media, definiti dallo stesso McLuhan "estensioni dell'uomo", hanno degli effetti sulle persone che spesso queste ignorano a favore dei contenuti. È stato evidente con la televisione ma come suggerisce Zander Nethercutt in un suo recente post lo stesso varrebbe anche per una semplice bottiglietta d’acqua: la maggior parte delle persone si concentra sul contenuto (l'acqua) al contrario dell’effetto che portare l’acqua in una bottiglietta sempre con sé e in ogni momento ha sulla società, cambiamento molto più profondo del primo. 

Che cosa è successo quindi alle persone con l’arrivo di Instagram? Cosa è successo, in particolare, alla generazione che ne ha più subito, vissuto, creato i modelli: i millennials? Se di base già con l'utilizzo di altri social (Facebook, su tutti) la voglia di mostrarsi e di mostrare il meglio di sé e "il bello" era predominante, cosa è successo quando la voglia di condividere un’estetica perfetta ha incontrato un medium che delle foto e del bello ne ha fatto un tratto distintivo? L'ossessione per la bellezza ci ha così tanto plasmati che il nostro feed è ormai pieno di corpi perfetti, cibi fotografati allo stesso modo, luoghi visti dalle stesse prospettive (date un’occhiata al profilo @insta_repeat): la verità è che facciamo tutti le stesse foto, belle sì, ma uguali! Quel modo di fare le foto ci rassicura e ci fa sentire parte della grande community degli instagramer cool. Ovviamente il bisogno di estetica e condivisione era già insito in ognuno di noi, Instagram ne ha amplificato la portata dandogli un luogo di incontro, uno spazio e un tempo. Oggi possiamo facilmente dimostrare quanto siamo rock anche se stiamo recitando, in generale semplicemente mostriamo il nostro lato migliore.
 

Con l’arrivo delle Instagram stories stiamo assistendo a una leggerissima ed embrionale versione di tendenza. Forse abbiamo compreso che la regola regina della propria presenza online è essere sé stessi e totalmente autentici. Mostrare la perfezione non rendi veri, tantomeno normali! Con una foto perfetta, bella e convenzionale si prenderanno più like, condividere un contenuto autentico porterà a costruire fiducia e conversazioni (e conversioni) reali con la propria community di riferimento, i follower. Tutto è ben sintetizzato e mostrato dall'utilizzo delle Instagram stories: 15 secondi di social-verità per presentare come siamo davvero, senza filtri e preset, un pezzo di 15 secondi di vita che scompare in 24 ore.
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