Retelit -

Obiettivo internalizzazione per la rete di Retelit

Bitmat
04 ottobre 2017Dicono di noi
Retelit -

A colloquio con Federico Protto, amministratore delegato di una realtà italiana sempre più orientata all’internazionalizzazione

È una Retelit focalizzata sulla “Connecting innovation” e con un chiaro obiettivo di internazionalizzazione del proprio business quella che ha chiuso il primo semestre 2017 con ricavi in crescita del 22% e un utile netto addirittura triplicato rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Un risultato cui hanno contribuito un po’ tutti i settori in cui opera la realtà italiana che offre servizi dati e infrastrutture per il mercato delle Telecomunicazioni, tra cui il segmento Business. Introdotto circa due anni e mezzo fa, quest’ultimo ha, infatti, riportato tassi di crescita importanti sia in termini di fatturato – aumentato del 123% – sia di ordinativi da parte dei 173 clienti attivi, arrivando a rappresentare il 18% dei ricavi e il 32% dell’ordinato totale. «Due, in tal senso, gli aspetti che si sono rivelati vincenti – spiega a BitMat Federico Protto, amministratore delegato e direttore generale di Retelit, da cinque mesi anche nel Consiglio di Amministrazione del Milan Internet eXchange –. Il primo è da afferire al nostro prodotto di cyber security in cloud con il quale garantiamo una connessione protetta e un servizio competitivo al cliente finale. Il secondo, sempre in ambito di sicurezza, riguarda il nostro servizio SOC che qualifica l’offerta gestita Retelit attraverso un vero e proprio centro di controllo che, oltre alla sicurezza, offre una serie di funzionalità, come la correlazione degli eventi». Quando è lo storage a “pesare” «Nel secondo semestre – prosegue Protto – vale, soprattutto, la pena sottolineare l’ulteriore 25% di crescita proveniente dal settore Wholesales Internazionale, che è lo specchio del nostro business infrastrutturale, e che oggi cuba il 44% dei ricavi del Gruppo». Qui a pesare è soprattutto il ruolo di “preferred partner” di Retelit nei confronti degli operatori internazionali per la connessione e le accresciute opportunità rappresentate dalle OTT (Over The Top, come Amazon, Google, Facebook, Microsoft e Apple) che, sempre di più hanno bisogno di scambiare dati e contenuti beneficiando, nel caso di Retelit, di una delle prime reti italiane dal punto di vista della connettività in banda ultralarga verso i principali datacenter. Obiettivo convogliare i nuovi flussi di traffico Con l’intento dichiarato di rispondere con la propria rete infrastrutturale alle esigenze dei produttori di contenuti e di consentire la fruizione degli stessi non solo dall’Italia ma anche dall’estero, Retelit ha, poi, investito da tempo in un sistema di cavo sottomarino AAE-1, di cui abbiamo già parlato qui. «Un investimento economicamente importante – sottolinea Protto – che atterra a Bari per poi toccare l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia ampliando, di fatto, i mercati tradizionali del business europeo a un’area di sviluppo ad alto potenziale, di cui Singapore, Hong Kong, come pure Thailandia e Vietnam, rappresentano i Paesi in maggiore espansione». E qui a entrare in gioco, sia dal punto di vista tecnologico sia del posizionamento, è la veicolazione del traffico in Italia: un obiettivo che Retelit persegue forte anche delle condizioni commerciali che è in grado di proporre al mercato. «Il punto – puntualizza Protto – è cliente non si deve preoccupare di dove il suo traffico viene sbarcato, se a Bari o a Francoforte, ma deve beneficiare delle migliori condizioni europee possibili». Internazionalizzazione sì, ma ben ponderata Attenta a privilegiare una crescita oculata e per linee di business considerate parte integrante del proprio DNA, Retelit sta lavorando per andare a prendersi nuovi clienti all’estero. «Per farlo, sia nel Middle sia nel Far East, intendiamo stringere partnership commerciali con operatori locali che possano sviluppare il business per noi. Sulla medesima falsa riga proseguiremo a investire in aree “calde”, come la cyber security, ma anche il mondo dei pagamenti digitali e del blockchain, che prevediamo arriveranno a generare volumi di traffico importanti. Ultima, ma non meno importante, è l’area dell’accesso a Internet e dei servizi cloud, resa particolarmente effervescente dalle ultime acquisizioni di F2i». Qui, con l’opportuna oculatezza, Retelit accenna a una crescita “infrastrutturale” per linee esterne «al fine di potenziare l’offerta verso i clienti business, che si confermano uno dei nostri driver principali».
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